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Finale
14 settembre 2026
Nei
giorni 3 e 4 Agosto 2026 si è svolta una “Collettiva
d’Arte” storico-artistica
in una location del tutto particolare: il vecchio
storico Ufficio postale nel Lungomare Parco
Polo, 23 di proprietà del Sig. Antonio Cardillo
e della consorte Rosangela Brito Joel.
L’ubicazione scelta è di per sé un’opera. Gli spazi,
la luce, l’ambiente esterno sembravano fondersi in
un dipinto e in una architettura che alimentava la
percezione visiva nel comprendere ciò che si
osserva: un’idea geniale e una scelta azzeccata.
La mostra grafico-pittorico- scultorea e poetica ha
sicuramente incuriosito i visitatori per la varietà
degli stili e le novità che, fino a qualche giorno
fa, non erano conosciute.
·
L’Artista: Giacomo Di Marco, già noto per le
sue opere presentate in passato, ha esposto delle
novità assolute realizzate su ceramica e su lastre
di pietra lavica. Con queste opere, l’artista ha
dimostrato, ancora una volta, l’attaccamento
all’ambiente in cui vive e alle radici che lo hanno
visto
crescere.
Armonia di forme e di colori, di storia e d'immagini
che invitano l'osservatore a odorare la fragranza
di alcuni elementi della natura in un limitato
spazio di un quadro dalle immense profondità che si
estendono tra cielo e terra.
·
Lucio Vranca, che ha mostrato le sue piccole
opere per la prima volta nell’assoluta essenzialità.
Un’arte semplice impregnata di poesia per dare senso
e significato ad un omaggio ai luoghi dove ha
vissuto: Finale, Pollina e Mistretta (il paese
natio). Un messaggio grafico rispettoso e deferente
che ha messo insieme grafica, pittura, scultura e
poesia forme di espressione estetica profondamente
connesse tra loro, come in un unico respiro.
·
Richard Burel, di origine francese. Un
artista che ha presentato delle opere le cui qualità
artistiche hanno entusiasmato per l’unicità della
bellezza. La tecnica decorativa usata è il decoupage.
Gli angoli, i prospetti storici di paesaggi (anche
del nostro territorio) incollati e protetti da una
vernice trasparente creano un effetto visivo
uniforme che incuriosisce l’osservatore impegnato
nel cercare unici particolari. E’ facile definire
talento puro chi riesce a dare vita a ciò che non è
più realtà in grado di raccontare la sua storia. E’
l’arte di Burel a dare senso e vitalità a sostanze
stabili e inerte diventate immagini.
·
Rosario Macaluso,
un artista locale che ha messo in mostra una varietà
di lavori che hanno destato interesse ed incuriosito
i numerosi visitatori. La realizzazione delle sue
opere tridimensionali e a tutto tondo esprimono un
certo fascino poetico che investe l’osservatore i
cui pensieri volano verso un lontano passato. Gli
elementi vegetali diventano memoria viva, componenti
di un ricordo storico ed affettivo che odora di
poesia nella sua reale semplicità. Gli scarti
inerti, scavati e scolpiti con cura riprendono vita
e dignità come per magia, la loro storia racconta
parte della vita contadina e l’artista dà senso a
ciò che tocca.
Creatività, storia, capacità di realizzazione,
spirito artistico, sono gli ingredienti che fanno di
Macaluso un completo artista amante della natura che
fissa nell’arte, una componente della natura stessa.
·
Santi Vitrano,
è un pollinese autentico, legato alla sua terra come
alle persone che l’hanno abitata e alla natura che
lo circonda. Vive immerso tra gli alberi, i fiori
curati con amore dalla moglie e quei panorami
mozzafiato che ogni giorno lo incantano. Da lassù,
il suo sguardo abbraccia Pollina (il paese del
cuore) e Finale, distesa come un balcone sul mare,
come un quadro che non smette mai di emozionare.
La sua innata espressione pittorica è la sintesi
perfetta del suo essere e del suo vissuto. Ogni
opera è un frammento di memoria, un respiro della
sua anima. Non è raro che l’artista si commuova
davanti a una sua creazione: in quel momento, l’uomo
e il pittore coincidono, si riconoscono, si
raccontano.
L’arte di Santi Vitrano è di una bellezza
straordinaria. La precisione dei tratti, la cura
delle forme, il gioco delle ombre e la profondità
delle prospettive richiamano un’altra grande forma
espressiva: l’arte fotografica. Le sue opere
sembrano catturare l’attimo, fissare la vita,
restituire la verità di ciò che ama.
Santi dipinge ciò che è: un uomo che vive la sua
terra, la sua gente, la sua natura e lo fa con una
sensibilità che trasforma ogni quadro in
un’emozione.
La mostra d’arte intensa ha raccontato la storia, le
personali storie degli artisti, i loro umori, le
nostalgie e presentato dei messaggi culturali
attraverso la poesia. Porre un giudizio sul valore
culturale delle opere non è di mia competenza
(perché di parte). Quello che, secondo me, ha
colpito gli osservatori, è l’aver creato il terreno
e il luogo di dialogo durante il quale sono emersi i
valori emotivi e simbolici degli artisti e delle
loro opere.
Il tutto si è concluso con un momento conviviale tra
i fiori e l’atmosfera d’incanto creta ad oc dalla
famiglia Cardillo.
Non è mancato il ringraziamento al Sig. Antonio
Cardillo e alla signora Rosangela i quali hanno
ospitato la mostra e resosi utili, collaborativi e
disponibili; non è mancato il ringraziamento al
Sindaco Dott. Pietro Musotto e all’Ass.
Giuseppe Scialabba che hanno incoraggiato
l’iniziativa.
Lucio Vranca
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